IL TEMPO DELLA FINE - Quattro vite nell'apocalisse di Görlitz

 

martedì 26 gennaio ore 21 sulla pagina Facebook e sul canale YouTube dell’Accademia Filarmonica Romana

IL TEMPO DELLA FINE 

Quattro vite nell'apocalisse di Görlitz

 

Marco Rizzi violino

Gabriele Mirabassi clarinetto

Mario Brunello violoncello

Andrea Lucchesini pianoforte

Guido Barbieri voce narrante 

 

Olivier Messiaen (1908-1992)
Quatuor pour la fin du Temps (1940-41)

 

 

Il tempo della fine - Quattro vite nell'apocalisse Görlitz in programma il 26 gennaio (ore 21), si inserisce nelle manifestazioni per il Giorno della Memoria. Un quartetto d’eccezione - Marco Rizzi (violino), Gabriele Mirabassi (clarinetto), Mario Brunello (violoncello) e Andrea Lucchesini (pianoforte) - esegue il Quatuor pour la fin du Temps di Olivier Messiaen, una delle partiture ‘simbolo’ di questa giornata, fra i capolavori indiscussi della musica del Novecento, eseguita per la prima volta dallo stesso Messiaen insieme ad altri tre detenuti il 15 gennaio 1941 nel campo di concentramento tedesco di Görlitz (Bassa Slesia). 

Il Quatuor viene eseguito integralmente nella versione originale, ma tra una e l’altra delle otto sezioni la voce narrante di Guido Barbieri - critico musicale, drammaturgo, voce storica di Radio3 - racconta le vicende dei quattro musicisti detenuti, esecutori della prima assoluta del Quatuor: oltre a Messiaen al pianoforte, sono il violinista Jean Le Boulaire, il violoncellista Etienne Pasquier e il clarinettista Henri Akoka. Barbieri ricostruisce le loro vite prima, durante e dopo quella storica esecuzione; quattro esistenze diverse che racchiudono speranze, oblii, pentimenti, delusioni e che costituiscono lo specchio fedele del tempo storico, tragico e irto di conflitti, in cui si sono svolte. “Ne nasce – racconta Barbieri - una riflessione sul tempo: su ciò che un’opera d’arte cardine del Novecento come il Quatuor di Messiaen ha seminato, ha fatto germogliare e ancora oggi continua a raccogliere. Una ‘apocalisse contemporanea’ che, come quella narrata dal Nuovo Testamento, non segna affatto la fine del tempo, bensì, sempre e comunque, l’utopia di un nuovo inizio”. 

 
 
 
 
 
L'incontro si inserisce nell’ambito della rassegna della Filarmonica Romana 
“La musica da camera dal barocco al contemporaneo” 
promosso dalla Regione Lazio 
 
 
in collaborazione con ANSA
 
 
 
 
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