FILIPPO GAMBA

  • Teatro Argentina
  • giovedì 14 Novembre 2019
  • ore 21

 

Ludwig van BEETHOVEN

Sonata in mi minore op. 90

 

Johannes BRAHMS

7 Fantasie op. 116

 

Claude DEBUSSY

Préludes (libro secondo)

 

 

A rigorous and passionate musician deeply probes three fundamental aspects of piano writing between the 19th and 20th centuries.

 

 

 

“Filosofo del pianoforte” e “musicista cosmopolita”: sono queste le parole che Vladimir Ashkenazy ha avuto per Filippo Gamba nel 2000 in occasione della vittoria del Concours Géza Anda di Zurigo che gli ha aperto le porte verso una luminosa carriera internazionale. Invitato dai più importanti festival (Lucerna, Oxford, Lockenhaus, Varsavia) e nelle principali città europee, prestigiose sono state per Gamba le sue apparizioni come solista con orchestre come Berliner Symphoniker, Wiener Kammerorchester, Camerata Academica Salzburg, Orchestra della Tonhalle di Zurigo, sotto la bacchetta, tra gli altri, di Simon Rattle, James Conlon, Armin Jordan e Ashkenazy.

 

La sua discografia si compone di CD per l’etichetta Labour of Love, Sony e Decca, con incisioni mozartiane, e ancora musica di Beethoven e vari autori romantici, come solista con orchestra, in formazione da camera e per pianoforte solo.

Alla Filarmonica Romana si presenta con un programma ‘classico’ che spazia fra Beethoven, Brahms e Debussy.

 

Il concerto si apre con la Sonata op. 90 di Beethoven, composta nel 1814, essenziale nei suoi due soli movimenti, e nella serena cantabilità che pervade il pezzo. L’op. 116, composta fra il 1891 e il ’92 segna l’avvio dell’ultimo capitolo dell’intera produzione pianista di Brahms, sette pezzi autonomi e tuttavia in relazione fra loro in cui la parola Fantasia si connota per la sua chiara derivazione schumanniana. Infine si entra nel Novecento con il secondo libro (1911-12) dei Preludi di Debussy, fra lirismo impressionistico e simbolismo sonoro.


 

 

in collaborazione con l’Associazione Culturale "Annarosa Taddei"

 

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