SERGEJ KRYLOV e ITAMAR GOLAN

  • TEATRO ARGENTINA
  • giovedì 28 Marzo 2019
  • ORE 21
 
Sergej krylov violino
Itamar Golan pianoforte
 
Wolfgang Amadeus MOZART
Sonata per violino e pianoforte in si bemolle maggiore K 378

Franz SCHUBERT
Fantasia in do maggiore per violino e pianoforte D 934
 
Ludwig van BEETHOVEN
Sonata per violino e pianoforte n. 9
op. 47 “Kreutzer-Sonata” 
 

Effervescente musicalità, virtuosismo strabiliante come raffinato strumento sempre al servizio dell’espressività, intenso lirismo e bellezza del suono… Sono alcuni elementi che hanno reso Sergej Krylov uno dei più rinomati artisti del panorama internazionale, violinista russo regolarmente ospite delle principali istituzioni musicali e con prestigiose collaborazioni alle spalle, e musicalmente formatosi sotto l’influenza di Mstislav Rostropovič, con cui negli anni si era instaurato un profondo rapporto di amicizia e stima. Torna all’Accademia Filarmonica Romana in duo con Itamar Golan, con cui suole accompagnarsi nei recital per pianoforte e violino, in un programma dedicato ad alcune pagine per questo duo composte fra Sette e Ottocento.

Si apre con la Sonata in si bemolle magg. K 378 di Mozart, composta a Salisburgo nei primi mesi del 1779 e pubblicata nel 1781 a Vienna insieme a un gruppo di altre cinque Sonate con il titolo Six Sonates pour le Clavecin ou Pianoforte, avec Vaccompagnement d’un Violon in cui non sfuggì ai contemporanei il genio musicale di Mozart, il carattere brillante e la ricchezza melodica delle Sonate. Il concerto prosegue con la Fantasia in do maggiore D 934 di Schubert, scritta nel dicembre del 1827, eseguita il 20 gennaio 1828 a Vienna in occasione di un concerto matinée; una pagina definita dai contemporanei “leggera”, dove prevale la componente virtuosistica dello strumento solista, senza però tralasciare l’espressività e quella cantabilità tipica della scrittura schubertiana.

Di tutt’altro spessore, la celebre Sonata op. 47 in la maggiore “a Kreutzer” di Beethoven. L’opera fu scritta pensando alle possibilità tecniche ed espressive del violinista George Augustus Bridgetower, che Beethoven accompagnò poi nella prima esecuzione della Sonata nel 1803. Una rivalità amorosa separò però i due artisti, e il compositore ripiegò, per la dedica, su un altro violinista, Rodolphe Kreutzer, il quale per altro giudicò la Sonata “outrageusemente inintelligibile”. In effetti a contraddistinguerla, rispetto alle precedenti Sonate, sono le ambizioni espressive, la forte dialettica strumentale, il brillante virtuosismo richiesto ai due solisti e l’impronta drammatica del primo movimento. Tutti elementi che però rendono l’op. 47 fra le Sonate semplicemente più belle mai scritte per violino e pianoforte.

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