ENRICO PIERANUNZI

  • TEATRO ARGENTINA
  • giovedì 01 Febbraio 2018
  • ORE 21

Enrico Pieranunzi

suona Domenico Scarlatti

suggestioni ed improvvisazioni

 

Domenico Scarlatti

Sonata K 239

Sonata K 377

Sonata K 183

Sonata K 3

Sonata K 208

Sonata K 492

Sonata K 531

Sonata K 9

Sonata K 159

Sonata K517

 

 

 

 

L’incontro tra Domenico Scarlatti ed Enrico Pieranunzi è di quelli che si possono davvero definire fatali. Quando nel 2007 il pianista italiano dedicò il suo cd Plays Scarlatti al geniale compositore napoletano, aprì una strada che non era mai stata percorsa da altri prima di lui. Sorprendentemente, infatti, Domenico Scarlatti fino ad allora non era mai stato oggetto di interesse da parte di musicisti in cerca di nuove stimolanti ibridazioni. Forse era destino che fosse proprio Pieranunzi, improvvisatore e compositore di rinomanza internazionale che torna alla Filarmonica dopo il successo della passata stagione, a soffermare per primo la sua attenzione su sonate che vivono di un miracoloso equilibrio tra spirito improvvisativo e sapienza compositiva. Sonate che affascinano da sempre per la vitalità, il calore e una fantasia narrativa senza eguali. E che, sotto le dita di Pieranunzi, rivelano, con un paradosso davvero barocco, come Domenico Scarlatti possa essere senz’altro considerato un geniale antesignano di quel fantastico gioco dell’improvvisar-componendo o del comporre-improvvisando che costituisce il senso più profondo e affascinante del jazz.

Nato a Roma nel 1949, pianista, compositore, arrangiatore, Enrico Pieranunzi ha registrato più di 70 Cd a suo nome spaziando dal piano solo al trio, dal duo al quintetto e collaborando, in concerto o in studio d’incisione, con Chet Baker, Lee Konitz, Paul Motian, Charlie Haden, Chris Potter, Marc Johnson, Joey Baron. Pluripremiato come miglior musicista italiano nel “Top Jazz”, annualmente indetto dalla rivista “Musica Jazz” e come miglior musicista europeo (Django d’Or, 1997), ha portato la sua musica sui palcoscenici di tutto il mondo. Si è recato numerose volte negli Stati Uniti. È l’unico musicista italiano e uno dei pochissimi europei ad aver suonato e registrato nello storico “Village Vanguard” di New York. Per il “Live at The Village Vanguard” gli è stato assegnato nel 2014 l’Echo Jazz Award. Ha composto diverse centinaia di brani, alcuni dei quali sono ormai standard suonati e incisi da musicisti di tutto il mondo (Night bird, Don’t forget the poet, Fellini’s waltz).

 

 

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