ILARIA LOATELLI

  • SALA CASELLA
  • domenica 17 Dicembre 2017
  • ORE 17.30

 
Esecuzione integrale delle 32 Sonate per pianoforte di
Ludwig van Beethoven
parte seconda
 
 
ILARIA LOATELLI pianoforte
 
Ludwig van Beethoven
Sonata in si bemolle maggiore op. 22
Sonata in mi maggiore op. 109
Sonata in sol maggiore op. 31 n. 1
 
Nicola Campogrande
Nudo (2015)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Per il suo omaggio a Beethoven, Ilaria Loatelli eseguirà tre Sonate, a partire dall’op. 22, scritta fra il 1799 e il 1801, dalla spigliata e fresca musicalità, brillante e dal gusto virtuosistico. Segue l’op. 109, la prima del gruppo delle ultime tre Sonate pianistiche: concepita nel 1819, elaborata nel 1820 e poi pubblicata nel 1821, in essa si definiscono i connotati del cosiddetto terzo stile di Beethoven: assoluta libertà che trascende i limiti della tradizionale forma-sonata; attenzione alla elaborazione contrappuntistica, audaci arditezze morfologiche. Ultima in programma l’op. 31 n. 1, appartenente al ciclo delle tre Sonate op. 31, composte fra il 1801-02 in un felice momento di fermento e di pienezza inventiva. Come consuetudine, a Beethoven si alternerà la musica di un compositore dei nostri giorni. In questo caso la scelta è caduta su Nicola Campogrande. A introdurre il pezzo (Nudo) è lo stesso autore: “Un pomeriggio mi telefonò uno sconosciuto. Aveva ascoltato la mia musica e voleva commissionarmi il ritratto musicale della sua compagna. Non un pezzettino: gli sarebbe piaciuto un Concerto per pianoforte e orchestra. Io presi tempo: un po’ temevo che fosse uno squilibrato, e un po’ stentavo a trovare riferimenti storici per ciò che mi chiedeva. Poi i pianeti si allinearono: Lilya Zilberstein aveva piacere di suonare un mio brano. L’Orchestra Verdi di Milano era intenzionata ad ospitarlo nella propria stagione. E il committente si rivelò per uno di quei rari uomini capaci di unire visionarietà e concretezza. Così ricevetti fotografie, ascoltai racconti, venni invitato a conoscere la signora con l’intesa di non rivelare nulla. E nacque il mio «R (un ritratto per pianoforte e orchestra)». Dopo un’esecuzione in Francia, il solista mi disse che la sua parte era bellissima, anche da sola. Bastava sistemarla un po’. Provai a farlo e nacque «Nudo», che ho intitolato così proprio perché il solista è a tu per tu con il pubblico, senza il vestito orchestrale.”
 
 

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