BALLETTO DEL SUD Romeo e Giulietta

  • TEATRO OLIMPICO
  • da giovedì 20 Aprile 2017
  • a venerdì 21 Aprile 2017
  • ore 21

balletto in due atti tratto sull'omonima tragedia di William Shakespeare

 

coreografia, scene e costumi di Fredy Franzutti

musiche di Sergej Prokof’ev
scene di Francesco Palma

 

Giulietta Martina Minniti
Romeo Alexander Yakovlev
Tebaldo Alessandro De Ceglia
Mercuzio Stefano Sacco
La nutrice Serena Ferri
Madonna Capuleti Federica Resta
Capuleti Andrea Sirianni
Rosalina Nuria Salado Fusté
Benvolio Luca Rimolo
Frate Lorenzo Daniel Agudo Gallardo

 

E’ un gradito ritorno quello del Balletto del Sud, che dopo il successo l’anno scorso con Le quattro stagioni, torna alla Filarmonica Romana, nell’ambito del Festival della Danza, con Romeo e Giulietta, per la coreografia di Fredy Franzutti, direttore artistico della compagnia.

La tragedia del bardo è sicuramente una delle storie d'amore più popolari di ogni tempo e luogo. La vicenda dei due amanti di Verona ha assunto nel tempo un valore simbolico, diventando l'archetipo dell'amore perfetto ma avversato dalla società. La compagnia Balletto del Sud, oggi una delle più note e apprezzate nel panorama nazionale, presenta la sua versione del balletto Romeo e Giulietta, sulla trama della tragedia di Shakespeare e sull'omonima partitura di Sergej Prokof’ev.

Il coreografo Fredy Franzutti ha creato il balletto per la sua compagnia nel 1998, riscuotendo fin dall’inizio e nelle successive tournée successo di pubblico e critica, sia per la parte coreografica che per quella visiva: le scene realizzate da Francesco Palma sono tratte dai dipinti di Giotto, Piero della Francesca e Cimabue e ci introducono in un mondo illustrativo bidimensionale, sospeso e fluttuante.
I costumi sono ricostruttivi dell'età medioevale italiana, nella quale Franzutti pone l'ambientazione della vicenda. Il fascino arcaico del medioevo è stato considerato uno dei punti di forza della produzione.

Talvolta ci si commuove per le vicende di amanti infelici – racconta Franzutti -. E con Romeo e Giulietta si arriva, qualsiasi esperienza si abbia alle spalle, e non importa a quale età, addirittura a condividere i dolori innocenti dei due adolescenti. Gli amanti si annullano uno nell'altro; la morte finale è al tempo stesso simbolo della sofferenza, che sempre provoca la tensione del grande amore, e simbolo di codesto dissolvimento dell'individualità; così ho ammirato e tentato di rappresentare come pura sia stata la trasformazione di due ragazzi in una coppia e di una rappresentazione teatrale in un evento psicologico condiviso dal pubblico”.

 

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